San Francesco e la cacciata dei demoni da Arezzo

cacciata

Uno degli episodi più interessanti e, al contempo, meno conosciuti in assoluto della vita del nostro patrono san Francesco, è quello

della cacciata dei demoni da Arezzo.

Che cosa era accaduto? L’Italia ( come tutto il mondo medioevale ) era sconvolta dalla violenza, dalla povertà e dalle pestilenze.

Gli uomini, invece di aiutarsi non facevano altro che continuare a sopraffarsi e la violenza generava altra violenza, in una spirale senza fine.

Vittima di questo odio cieco era la città di Arezzo, dove le persone avevano il terrore perfino di uscir dalle proprie case, trasformate ormai in veri e propri rifugi e barricate.

Il beato padre Francesco ebbe, probabilmente una visione mistica, o, possiamo dire, che il suo alto carisma di santo, gli consentì di vedere ciò che gli uomini comuni non possono. Si tratta della realtà spirituale che c’è dietro la realtà materiale delle cose.

La città di Arezzo era preda di un’orda di demoni. E finchè questi spiriti maligni potevano aleggiare liberi in quel luogo, non si sarebbe potuto far nulla per ripristinare la pace. Allora San Francesco esortò un suo compagno dicendogli: “Va’, e in nome di Dio scaccia i diavoli, così come dal Signore stesso ti è stato ordinato, gridando da fuori della porta”.

Come raffigurato in questa splendida opera d’arte di Giotto, San Francesco si mise in ginocchio in preghiera, aiutando spiritualmente l’esorcismo del suo compagno che riuscì perfettamente.

Da quel giorno, le cose mutarono e brevemente si riuscì a placare gli animi delle fazioni in lotta e tornò la pace.

Questo racconto è molto importante e ci in segna la grande importanza della preghiera.
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