La caduta e le tentazioni

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Cari amici, il Vangelo di oggi ci parla del Peccato Originale e delle Tentazioni di Gesù nel deserto.

Si tratta di passi importantissimi, perché ci spiegano l’azione nefasta del diavolo che crea il male.

Seguiamo il testo e le spiegazioni:

Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male. 
Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: “È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?”

Il diavolo appare sotto forma di serpente e si avvicina ad Eva. Il suo discorso inizia già con una bugia. Dio infatti non ha mai detto di non mangiare di nessun frutto, ma solo di quello dell’albero del bene e del male. Questa bugia intende mettere Dio sotto cattiva luce, mostrandolo come un padre padrone prepotente che costringe i suoi figli a fare sacrifici inutili.
Rispose la donna al serpente: “Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, 
ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”. 
Ma il serpente disse alla donna: “Non morirete affatto! 
Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male”. 
Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. 

Il diavolo sfrutta l’innocenza di Eva e di Adamo. Li circuisce fino a far credere loro che Dio possa essere geloso del proprio potere e non voglia condividerlo con loro. Questa è una mostruosità. Perché questa immagine non rappresa Dio. Dio ci ama e condivide con noi tutta la sua grandezza se rimaniamo fedeli a Lui. E secondo punto, non si può essere indipendenti da Dio. Dio non è un genitore terreno, da cui i figli debbano poi un giorno diventare autonomi. Dio è come il nostro cuore. Non possiamo mai farne a meno, è Lui stesso che ci dona la Vita. Il diavolo invece insinua che stare al seguito di Dio, è come essere dei bambini che stanno con i propri genitori…adulti non cresciuti…bamboccioni…e che possiamo tranquillamente vivere da soli e fare come ci pare e piace.
Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. 

Adamo ed Eva sono caduti nella trappola. Hanno commesso peccato. E ora sì possono vedere le conseguenze del male. E anche noi possiamo purtroppo vederle nel mondo. Ora essi sono nudi. Lo erano anche prima, ma erano rivestiti dalla luce divina, ora invece sono ridotti ad un livello animale, di bestialità.

Senza Dio si è nudi, quindi indifesi e facilmente preda di qualsiasi minaccia. La vita dell’uomo e della donna si è trasformata in quella che sappiamo. Lavoro, dolore, lotta e guerre. 

Tutti frutti dell’allontanamento da Dio. Ma il Nostro Dio non ci ha abbandonati e con Gesù ci ha salvati.

Gesù è la nostra salvezza, seguiamo il suo insegnamento e non faremo più la terribile fine di chi segue invece le lusinghe del diavolo.

Ricordiamoci che il diavolo è moto astuto e ci tocca nei punti in cui siamo più deboli.

Non ci mostra mai il peccato nella sua bruttezza, ma ce lo mostra sotto forma di un qualcosa di bello.

Camminiamo sempre al fianco di Nostro Signore e fuggiamo le tentazioni.

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La Confessione

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Nella Confessione chiediamo il perdono a Gesù. Il perdono non è, però, frutto dei nostri sforzi, ma è un regalo, è un dono dello Spirito Santo.

Non esistono peccati che Dio non possa o non voglia perdonare, ma dobbiamo chiederGLI perdono.

Alcune persone non si accostano al sacramento della Confessione perché provano vergogna. La Vergogna è una cosa buona e giusta. Quando si prova vergogna per aver fatto una cosa brutta, allora significa che siamo sulla giusta strada.

Il grande guaio è quando non si prova più alcuna vergogna.

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