La Confessione

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La Confessione è un Sacramento ed è importantissima.

Tutti noi conosciamo la natura dell’essere umano. Siamo fatti di una parte materiale (il corpo) e di una parte spirituale (l’anima).

Come il corpo si ammala a causa delle malattie o per la vecchiaia, così anche la nostra parte spirituale si può “ammalare”.

In questo caso gli agenti negativi non sono virus o batteri, bensì l’allontanamento da Dio.

Il Peccato ci allontana da Dio. Ma che cos’è esattamente il peccato?

Peccare significa semplicemente trasgredire i comandamenti di Dio. I comandamenti di Dio non sono degli ordini imposti da un monarca ai suoi schiavi, sono invece degli avvertimenti, dei consigli per aiutarci a vivere bene, perché Dio per noi vuole solo il  bene.

Gesù nel Vengelo, durante la preghiera del Padre Nostro ci insegna a dire: “sia fatta la Tua volontà”. E’ una sorta di abbandono fiducioso, perché Dio per noi vuole solo il bene, perciò è chiaro che la volontà di Dio per noi sarà la cosa migliore possibile.

(Gli Angeli, pur avendo una volontà propria, fanno sempre ciò che Dio insegna, perché grazie alla loro intelligenza superiore, capiscono meglio di noi che ciò che Dio vuole è la cosa migliore possibile).

Tuttavia, a causa del peccato originale, noi siamo imperfetti e perciò siamo soggetti a sbagli e a compiere cose brutte e disastrose e quindi pecchiamo.

Inoltre, il diavolo, non potendo fare nulla contro Dio e gli angeli, cerca di colpire noi essere umani, inducendoci al peccato. Questo suo agire si chiama “tentazione” e l’unico modo per contrastarlo è la preghiera.

La conseguenza di una brutta malattia fisica può essere l’invalidità o la morte (ma dopo ci sarà la Risurrezione! E il Paradiso.). Ma la conseguenza del peccato mortale sull’anima è ben più grave perché porta alla morte spirituale e cioè all’Inferno.

Siccome non siamo perfetti e quindi spesso cadremo in tentazione, come possiamo curare le nostre malattie spirituali?

Gesù ci ha dato il Sacramento della Confessione.

La preghiera personale ci aiuta moltissimo e cancella i peccati veniali, ma per i peccati mortali (quelli più gravi) ci vuole il sacramento della Confessione.

Questo potere è stato dato da Gesù alla Chiesa. Solo Dio può perdonare i peccati dell’uomo e quindi salvarlo e Gesù, come figlio di Dio, ha mostrato con i suoi miracoli di avere lo stesso potere del Padre.

Gesù ha poi donato questo potere agli apostoli e alla Chiesa: “A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi non li perdonerete, non saranno perdonati.”

Queste parole di Gesù sono durissime, specialmente nel mondo frivolo in cui viviamo oggi, ma dobbiamo meditarci sopra.

Dio è infinitamente buono e perdona qualsiasi cosa, ma dobbiamo chiedere perdono. Se non chiederemo perdono, allora rischieremo seriamente di fare una brutta fine.

Quali sono i peccati veniali e quelli mortali?

In realtà tutti i peccati sono brutti, perché in un modo o nell’altro ci allontanano dal Signore. Un buon sacerdote saprà discernere caso per caso.

Per amor di concisione, possiamo dire che i peccati mortali sono quelli in cui Rifiutiamo direttamente Dio o compiamo un forte atto di ribellione verso di Lui.

Naturalmente un peccato grave è tale se è stato compiuto con piena avvertenza e deliberato consenso.

Il Sacramento della Confessione ci libera dal peccato e “sana” la nostra anima.

Gesù agisce nel confessionale. Questo significa che quando il sacerdote ci dona l’assoluzione, cè Gesù stesso in quel momento a perdonarci.

La Confessione è composta da 3 parti: Confessio Oris, Contritio Cordis e Satisfatio pentitentiae.

1) Confessio Oris. Confessare i propri peccati senza timore. Il sacerdote non potrà raccontarli a nessuno e poi, siamo tutti peccatori. Molte persone si rifiutano di raccontare le proprie debolezze, ma questa resistenza deve essere assolutamente superata per il nostro bene. Se non vi trovate a vostro agio con un sacerdote, trovatene un altro.

Come detto prima non è il prete che ci salva, ma è Gesù.

2) Contritio Cordis. La contrizione del cuore. Quando ci confessiamo dobbiamo aver capito che quello che abbiamo fatto è sbagliato, quasi provarne giustamente una vergogna, perché in questo modo, in futuro, cercheremo di evitare di ripetere gli stessi sbagli.

Attenzione, siamo umani, quindi è probabile che sbaglieremo spesso, ma Gesù non ci ha dato limiti alle confessioni, perciò possiamo sempre essere salvati. Ma è chiaro che dobbiamo avere un approccio di contrizione nel nostro cuore.

3) Satisfatio penitentiae. Fare una penitenza che sia per noi un insegnamento spirituale. Il sacerdote ci darà la penitenza adatta alle circostanze che potrà essere la recita di un rosario o altre cose.

E’ sempre bello confessarsi. Dopo ci si sente benissimo. Come una doccia spirituale che ci lava e ci rinvigorisce.

Saremo quindi pronti a ricevere l’Eucarestia.
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