Il Buon Pastore

buonpastore

 

Gv 9:24-38; Ez 34:1-19; 1P 5:1-4; Eb 13:20
1 «In verità, in verità vi dico che chi non entra per la porta nell’ovile delle pecore, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. 2 Ma colui che entra per la porta è il pastore delle pecore. 3 A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori. 4 Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va davanti a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. 5 Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli estranei».

Gesù il Buon pastore. Gli esseri umani hanno bisogno di una guida, non c’è dubbio, è la nostra natura. Ma una guida buona, che agisca per il nostro bene e ci protegga.

Il termine “pecore” oggigiorno potrebbe risultare offensivo, ma risulta offensivo solo alle persone superbe che non hanno capito nulla del concetto di Dio. Noi siamo ancor meno delle pecore. Invece Gesù ci paragona a degli esseri importantissimi per il mondo antico dei pastori. Quindi noi siamo importantissimi per Nostro Signore.

In questa parabola Gesù ci mette in guardia dai cosiddetti “cattivi maestri”. Soltanto Gesù è la Via, la Verità e la Vita.

Le pecore un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui. Ed è ciò che ci suggerisce il Vangelo. Fuggire da questi cattivi maestri, non in senso di vigliaccheria, ma nel senso di non seguire mai i loro falsi insegnamenti che non possono portare mai nulla di positivo.

 

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