Ennesima tragedia in mare

immigrati

(foto di Vito Manzari)

E’ notizia di stamane, ennesima tragedia in mare vicino Lampedusa.

Brucia un barcone di immigrati e perdono la vita ben 94 persone, tra cui donne e bambini.

“Parlando di pace, parlando della inumana crisi economica mondiale, sintomo grave della mancanza di rispetto per l’uomo, non posso non ricordare con grande dolore le numerose vittime dell’ennesimo tragico naufragio avvenuto oggi a largo di Lampedusa”. Così il Papa ha parlato a braccio nel corso di un’udienza ai partecipanti ad un convegno sulla enciclica “Pacem in terris” scritta da Giovanni XXIII 50 anni fa. “Viene la parola vergogna. E’ – ha ripetuto Bergoglio tra gli applausi – una vergogna”

“Preghiamo insieme Dio – ha detto ancora il Papa – per chi ha perso la vita: uomini donne bambini, per i famigliari e per tutti i profughi. Uniamo i nostri sforzi perché non si ripetano simili tragedie. Solo una decisa collaborazione di tutti può aiutare a prevenirle”.

Nel frattempo, il Vaticano incita il governo Letta a fare qualcosa e a spronare l’Unione Europea per creare una rete d’aiuto per evitare che queste tragedie si ripetano, visto che ormai sono quasi diventate quotidiane.

Nel mondo cattolico però salgono dei malumori. Certamente tutti sono solidali e disgustati da queste tragedie, ma molti non capiscono perché il Papa e il Vaticano alzino la voce (giustamente) per la vicenda degli sbarchi, ma siano estremamente timidi nel denunciare le persecuzioni dei cristiani in Africa ed in Medio Oriente, dove il numero dei morti è nettamente maggiore.

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