“Dunque tu sei Re?”

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“Disse a Lui Pilato: Dunque tu sei re? Gli rispose Gesù: “Tu lo dici”.

Come sempre accade nel Vangelo, Gesù non si lascia definire da nessun titolo: non rinnega il titolo di re eppure riconosce che Pilato glielo ha attribuito. Se dalla bocca di Pilato è uscita la risposta alla sua domanda iniziale è perché il suo cuore ha cominciato a lasciarsi afferrare da Gesù, che continua ormai a manifestarsi a lui:

“Per questo sono stato generato e per questo sono venuto nel mondo, per rendere testimonianza alla Verità”: Gesù ha reso testimonianza alla Verità, con la sua missione, con la sua persona.

In realtà, testimonianza, missione, persona, sono la Verità “da cui viene il Suo regno” e questa verità è il suo essere Figlio del Padre: Gesù è generato dall’Amore del Padre; la sua missione è mostrare al mondo, nella radicale spogliazione di sé, che cosa significhi l’Amore del Padre; la sua testimonianza è l’Amore senza limite, perché questo è l’Amore del Padre. E questo è il regno di Cristo che non è “da questo mondo” ma è “nel mondo”, è l’esperienza filiale di Gesù: dove non c’è potere, ingiustizia, egoismo, ma la forza dell’Amore; non ci sono sudditi, funzionari, soldati, non c’è una corte, ma ci sono amici.

Il regno di Cristo si va sempre più espandendo nel mondo, in ogni ascolto paziente, in ogni sorriso incoraggiante, in ogni peso condiviso, in ogni sorriso affettuoso e amorevole, in ogni gesto di pace e di riconciliazione.

Egli è il Re di tutto il creato.
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