Che vuol dire Mio Dio perché mi hai abbandonato?

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DIO MIO, DIO MIO, PERCHE’ MI HAI ABBANDONATO?
Commento di san Giovanni Crisostomo

«Gesù Cristo, recitando il salmo XXII, in cui era descritta la storia di ciò che accadeva in quel momento sul Calvario, diede ai giudei il tempo e l’occasione di riflettere sul salmo; di confrontare essi stessi la profezia col fatto reale; di rivelare la precisione con cui questa profezia si compiva allora sotto i loro occhi. Così, con un’in­ dustria tutta amorosa, tutta divina, li chiamò a riconoscere il Messia predetto in colui che insultavano, il crocifìsso; li istruì senza sgridarli; li convinse senza riprenderli; fece loro conoscere l’enormità del loro delitto, senza punirli».

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Salmo XXII
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Lontane dalla mia salvezza le parole del mio grido!

Mio Dio, grido di giorno e non rispondi;
di notte, e non c’è tregua per me.

Eppure tu sei il Santo,
tu siedi in trono fra le lodi d’Israele.

In te confidarono i nostri padri,
confidarono e tu li liberasti;

a te gridarono e furono salvati,
in te confidarono e non rimasero delusi.

Ma io sono un verme e non un uomo,
rifiuto degli uomini, disprezzato dalla gente.

Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:

“Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!”.

Sei proprio tu che mi hai tratto dal grembo,
mi hai affidato al seno di mia madre.

Al mio nascere, a te fui consegnato;
dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.

Non stare lontano da me,
perché l’angoscia è vicina e non c’è chi mi aiuti.

Mi circondano tori numerosi,
mi accerchiano grossi tori di Basan.

Spalancano contro di me le loro fauci:
un leone che sbrana e ruggisce.

Io sono come acqua versata,
sono slogate tutte le mie ossa.
Il mio cuore è come cera,
si scioglie in mezzo alle mie viscere.

Arido come un coccio è il mio vigore,
la mia lingua si è incollata al palato,
mi deponi su polvere di morte.

Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.

Posso contare tutte le mie ossa.
Essi stanno a guardare .e mi osservano:

si dividono le mie vesti
sulla mia tunica gettano la sorte.

Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.

Libera dalla spada la mia vita,
dalle zampe del cane l’unico mio bene.

Salvami dalle fauci del leone
e dalle corna dei bufali.

Tu mi hai risposto!
Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.

Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d’Israele;

perché egli non ha disprezzato
né disdegnato l’afflizione del povero,
il proprio volto non gli ha nascosto
ma ha ascoltato il suo grido di aiuto.

Da te la mia lode nella grande assemblea;
scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.

I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano;
il vostro cuore viva per sempre!

Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra;
davanti a te si prostreranno
tutte le famiglie dei popoli.

Perché del Signore è il regno:
è lui che domina sui popoli!

A lui solo si prostreranno
quanti dormono sotto terra,
davanti a lui si curveranno
quanti discendono nella polvere;

ma io vivrò per lui,
lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;

annunceranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
“Ecco l’opera del Signore!”.
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