Che cosa accade dopo la morte?

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foto: Hermann Hammer

Da dove ha origine la morte?

“Dio non ha creato la morte” (Sap. 1,13) così come noi la subiamo oggi. Essa è entrata nel mondo come conseguenza del primo peccato dei nostri progenitori, Adamo ed Eva. Essa è dunque il “salario del peccato” (Rm 6,23).

Qual è il senso della morte?

  • Oggi si tende a censurare e a rimuovere tale realtà della vita umana. Il solo pensiero della morte procura angoscia. Non pensandoci, si ritiene di allontanarla o vincerla. In realtà essa, inesorabile, viene, e può venire in ogni momento, a qualunque età della persona, in qualunque condizione ci si trovi.
  • Per ogni essere umano, la morte è:
    • segno del nostro essere uomini; essa appartiene alla condizione umana;
    • il termine della vita terrena;
    • una porta che chiude un modo di vivere per aprirne un altro: non è la fine di tutto;
    • un richiamo alla saggezza del vivere bene il tempo a nostra disposizione;
    • un modo di attuare una fondamentale uguaglianza fra tutti, al di là di appartenenze sociali, condizioni economiche, capacità culturali;
  • Per il cristiano, la morte è illuminata dalla Parola di Dio che ci offre una luce che rischiara e consola. La morte diventa così:
    • un porre fine alla vita dell’uomo come tempo aperto per accogliere o rifiutare l’amore di Dio in Cristo;
    • un iniziare la vita eterna, e cioè quel vivere nuovo e per sempre che ha inizio dopo questa vita terrena;
    • un incontrare Dio, Padre e anche Giudice;
    • un possibile modo per esprimere un atto di obbedienza e di amore  verso il Padre, sull’esempio di Cristo;
  • È proprio per questa visione cristiana della morte che San Francesco d’Assisi poteva esclamare nel Cantico delle Creature: “Lau­dato sii, mi Signore, per sora nostra morte corporale” (Fonti Francescane, 263).

Che cosa succede con la morte?

  • Con la morte, si verifica la separazione dell’anima e del corpo. Il corpo dell’uomo cade nella corruzione, mentre la sua anima, che è immortale, va incontro a Dio per essere giudicata. Essa sarà riunita al suo corpo alla fine dei tempi.
  • “Con la morte, la scelta di vita fatta dall’uomo diventa definitiva: questa sua vita sta davanti al Giudice” (Benedetto XVI, Spe salvi, 45).

Che cosa significa morire in grazia di Dio?

Significa morire con la consapevolezza di non avere il peccato mortale sull’anima. Significa morire in pace con Dio e con il prossimo. “Certa è questa parola: se moriamo con Lui, vivremo anche con Lui” (2Tim 2,11).


Come è possibile morire con Cristo?

È possibile:

    • vivendo da figli di Dio durante la nostra vita terrena;
    • chiedendo frequentemente perdono a Dio dei nostri peccati mediante il Sacra­mento della Riconciliazione (Confessione);
    • usufruendo, se possibile, dei due Sacra­men­­­­ti istituiti da Cristo per gli ammalati gravi e per quanti stanno per passare da questa vita all’altra: il Sacramento dell’Euca­ristia come Viatico e il Sacramento dell’Unzione dei malati.

Come sarà l’uomo o la donna risorto/a che andrà in Paradiso?

Nessuno può saperlo, supera le nostre capacità intellettive, ma avrà un corpo superiore, immortale e non ci sarà più né pianto né dolore, ma solo gioia perché potrà vivere in pieno Dio.

Che cos’è il Purgatorio?

Il Purgatorio è la purificazione di coloro che muoiono in grazia di Dio, e quindi sono ormai sicuri di poter accedere al Paradiso, ma hanno bisogno di ulteriore purificazione al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del Paradiso.


Come noi possiamo aiutare tale purificazione?

  • Dio purifica, con i meriti di Cristo morto e risorto, quanti sono nel Purgatorio, grazie anche alla collaborazione che noi possiamo dare loro.
  • Noi, che siamo ancora pellegrini qui sulla terra, possiamo infatti aiutare i nostri defunti, che sono in Purgatorio:
    • con le nostre preghiere di suffragio, in particolare partecipando alla celebrazione della S. Messa e anche facendo celebrare S. Messe per loro;
    • con opere di penitenza e di carità;
    • con le Indulgenze, che sono la remissione, concessa da Dio, della pena temporale per i peccati già rimessi quanto alla colpa. Ogni cristiano, pellegrino qui sulla terra, può acquisire, per intervento della Chiesa, tali Indulgenze, se debitamente disposto e a determinate condizioni, e può applicarle ai defunti, in modo tale che questi possano essere sgravati dalle pene temporali dovute per i loro peccati.

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