Letture Interessanti

Gesù e le fragilità umane

(immagine di wolfking7.deviantart.com)

Cari amici, molto spesso la vita ci insegna che per “farcela” per avere successo, dobbiamo essere belli, perfetti, forti, geniali. Insomma dei veri e propri super-uomini o super-donne.

In realtà non è così. Sebbene sia cosa giusta lavorare ogni giorno per migliorare noi stessi in ogni campo,

l’insegnamento biblico ci mostra chiaramente come la Fede in Dio sia in grado di “trasformarci” e consentirci di fare cose che prima pensavamo impossibili per noi.

Abbiamo visto ad esempio che molti grandi personaggi del passato erano perfino disabili!

Mosè era balbuziente. Può un balbuziente diventare il leader di un popolo? Sembra impossibile. Ed invece così è stato.

Non solo ne è diventato il leader, ma colui il quale ha salvato il popolo ebraico dalla schiavitù ed ha ricevuto i dieci comandamenti da Dio.

Gedeone era un uomo molto pauroso, si credeva debole eppure anche lui, con la forza che gli veniva da Dio, è riuscito in un’impresa incredibile: liberare gli israeliti dalla schiavitù di Madian.

David era solo un bambino, eppure ha sconfitto un gigante.

San Pietro un piccolo pescatore di un paesino sperduto nel mondo…ha conquistato Roma!

Maria Maddalena era considerata la donna più “sporca” del paese, è diventata la donna più pura e la prima persona

al mondo a cui Gesù è apparso da risorto.

Insomma, amici, preghiamo sempre affinché il Signore accresca la nostra Fede. E pian, piano riusciremo sempre a superare i problemi quotidiani della vita.

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La parabola del Padrone di Casa

La parabola del Padrone di casa ci insegna che esiste una giustizia divina che è diversa e superiore rispetto alla giustizia umana.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.
Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati
e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono.
Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto.
Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi?
Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi.
Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero un denaro per ciascuno.
Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo:
Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro?
Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te.
Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?
Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi».

In realtà il denaro che Dio dona (il Paradiso) è infinito ed eterno. Quindi non può esserci nulla di più grande.

Nessuno può sentirsi defraudato. Dobbiamo essere grati alla giustizia divina. Sappiamo bene che anche il malfattore

sulla croce ottenne il Paradiso in extremis, dopo una lunga vita di malvagità.

Preghiamo anche per tutte quelle persone che sono state maltrattate dalla vita, che sono morti senza che nessuno li ricordi,

senza tomba, senza genitori, senza parenti, senza amici. Per loro ci sarà la giustizia divina.