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Il Muro Cristiano in Polonia

Cari amici, in Polonia si sta celebrando quello che è stato definito il “muro Cristiano”.

Milioni di Cristiani pregano e recitano il rosario ai confini della Polonia per proteggerla dall’invasione straniera.

In questo caso per i polacchi, il pericolo principale è l’invasione dei migranti, ma non soltanto…si teme anche una nuova invasione russa.

La realtà, cari amici, è che la Polonia (stato eroico e cristiano) ha subito nel corso degli anni tante brutalità da prate di popoli oppressori. Per più di 40 anni è stata costretta all’ateismo di stato da parte dell’Unione Sovietica. Inoltre, in tempi ancor più antichi, ha lottato contro le invasioni di popoli lontani ed quindi è normale che i polacchi vogliano starsene un po’ “da soli in santa pace”.

C’è chi considera questo atteggiamento una chiusura ingiustificata. Altri invece la percepiscono come un grandissimo esempio di difesa della fede.

Lasciate qui i vostri commenti amici e condividete. Grazie.

 

La parabola del Padrone di Casa

La parabola del Padrone di casa ci insegna che esiste una giustizia divina che è diversa e superiore rispetto alla giustizia umana.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.
Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati
e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono.
Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto.
Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi?
Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi.
Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero un denaro per ciascuno.
Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo:
Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro?
Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te.
Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?
Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi».

In realtà il denaro che Dio dona (il Paradiso) è infinito ed eterno. Quindi non può esserci nulla di più grande.

Nessuno può sentirsi defraudato. Dobbiamo essere grati alla giustizia divina. Sappiamo bene che anche il malfattore

sulla croce ottenne il Paradiso in extremis, dopo una lunga vita di malvagità.

Preghiamo anche per tutte quelle persone che sono state maltrattate dalla vita, che sono morti senza che nessuno li ricordi,

senza tomba, senza genitori, senza parenti, senza amici. Per loro ci sarà la giustizia divina.