1 Maggio San Giuseppe Lavoratore

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Si ha l’abitudine di porre san Giuseppe nell’ombra, il che è falso. Inoltre, nel porre il nostro Santo nell’ombra di Gesù, si raggiunge il colmo, poiché la realtà è del tutto diversa, almeno se ci si attiene all’epoca della “vita nascosta” del Signore. Non parliamo dunque, evidentemente, dei tempi che hanno seguito la Pasqua che reclamano  fari pieni di luce su Gesù Cristo, il Signore….

A Nazareth, in effetti, non è Giuseppe che si nasconde ma Gesù. Ed egli si nasconde esattamente nell’ombra di Giuseppe. O meglio ancora – dato che l’immagine è più pregnante – dietro di sé. Colui che si pone eventualmente in luce per quanto lo si riguarda con preferenza, è Giuseppe, non Gesù. E così è voluto, in connivenza col Cielo e tra i due interessati, perché passi inosservato – o quasi, colui che non si svelerà che una volta giunta la sua Ora, trent’anni e più dopo la sua nascita.  L’umiltà, virtù sovrana in san Giuseppe.

“La casa di Nazareth è la scuola dove si è iniziati a comprendere la vita di Gesù, cioè la scuola del Vangelo”: così disse Papa Paolo VI nel corso del suo pellegrinaggio in Terra Santa, nel gennaio del 1964, e da quella dimora di silenzio e di meditazione  in cui l’azione silenziosa di Giuseppe è tutta finalizzata a fare la volontà di Dio, nobilitando la dignità del lavoro fatto in modo redentore della fatica umana e non già fine a se stesso ma volgendolo al suo nobile fine che, piano piano, si comprendono e si fanno proprie le parole di Gesù alla Madre Maria, al Tempio di Gerusalemme: “Devo occuparmi delle cose del Padre mio”. E’ in questo contesto che potrebbe apparire assai strano far parlare San Giuseppe, colui del quale in tutto il Vangelo non è riportata nessuna parola ma, che in quella Casa di Nazareth ‘tutta ha una voce, tutto ha un significato’, e se davvero vogliamo metterci alla sequela di quell’umile e sublime scuola, dobbiamo cogliere tutti i possibili insegnamenti del falegname di Nazareth, dello Sposo di Maria, l’uomo giusto, prescelto dal Signore per essere paziente educatore del Figlio di Dio, anche Lui chiamato a crescere imparando l’arte del carpentiere. Con il suo silenzio Giuseppe ha parlato e continua a parlare a noi oggi. Il suo è stato un silenzio d’azione: un’azione semplice e nascosta nella quotidianità delle normali giornate; un’azione decisa e coraggiosa nei momenti particolari in cui Gesù doveva essere difeso e salvato; un’azione che pubblicamente appare poche volte nei Vangeli, per tornare subito a quella normalità per cui il “Bambino cresceva in sapienza, età e grazia”.

L’azione silenziosa di San Giuseppe è tutta finalizzata all’obbedienza alla volontà di Dio, colta nella contemplazione del Mistero. Il suo è il silenzio del povero, del giusto, del semplice, di colui che sa che nel suo cuore parla il Signore, di chi comprende ogni giorno che con il suo lavoro deve, poco alla volta, comprendere e far proprie le parole di Gesù. Tante sollecitudini, tanti esempi per le nostre preoccupazioni, le nostre difficoltà, lotte e sconfitte con giuste vittorie. Per tutto questo invitiamo a metterci con fiduciosa speranza sotto la protezione di San Giuseppe e ad invocarlo con totale fiducia, come già insegnava, nel XVI secolo, il Vescovo francese Bossuet: “Con il tuo silenzio parli a noi uomini dalle molte chiacchiere; con la tua modestia sei superiore a noi uomini dai molti orgogli; con la tua semplicità comprendi i misteri più nascosti e profondi; con il tuo nascondimento sei stato presente nei momenti decisivi della storia umana”. Sull’esempio di San Giuseppe, non dobbiamo mai separare l’orazione dalla vita attiva, quasi fossero incompatibili. Pur in mezzo al frastuono della folla, dobbiamo ritrovare il silenzio dell’anima in dialogo permanente col Signore, sapendolo guardare come si guarda un Padre, come si guarda un Amico che si ama alla follia. Santifichiamo l’occupazione stessa e, per mezzo di essa, aiutiamo gli altri a santificarsi. E’ questo l’esempio datoci da Giuseppe, il castissimo sposo della Vergine Madre e Custode del Redentore del mondo”.

(fonte: Don Marcello Stanzione http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/ )

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